BORDER
CREATURE DI CONFINE

 

MARTEDI 30/4

► ore 19.50


MERCOLEDI 01/5

► ore 21.30

 

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA

VO SVEDESE SOTTOTITOLATO 

 

 

 MIGLIOR FILM UN CERTAIN REGARD CANNES 2018 
MIGLIORI EFFETTI VISIVI EFA (EUROPEAN FILM AWARDS)
MIGLIOR FILM EUROPEO LOS ANGELES FILM FESTIVAL

 

Regia: Ali Abbasi
Attori: Eva Melander - Tina, Eero Milonoff - Vore, Viktor Åkerblom - Ulf

Jörgen Thorsson - Roland, Andreas Kundler - Robert, Joakim Olsson - Turista

Soggetto: John Ajvide Lindqvist - (romanzo)
Sceneggiatura: Ali Abbasi, Isabella Eklöf
Fotografia: Nadim Carlsen
Montaggio: Olivia Neergaard-Holm, Anders Skov
Effetti: Peter Hjorth

 

Tina ha un fisico massiccio e un naso eccezionale per fiutare le emozioni degli altri. Impiegata alla dogana è infallibile con sostanze e sentimenti illeciti. Viaggiatore dopo viaggiatore, avverte la loro paura, la vergogna, la colpa. Tina sente tutto e non si sbaglia mai. Almeno fino al giorno in cui Vore non attraversa la frontiera e sposta i confini della sua conoscenza più in là. Vore sfugge al suo fiuto ed esercita su di lei un potere di attrazione che non riesce a comprendere. Sullo sfondo di un’inchiesta criminale, Tina lascia i freni e si abbandona a una relazione selvaggia che le rivela presto la sua vera natura. Uno choc esistenziale il suo che la costringerà a scegliere tra integrazione o esclusione.

 

«Credo che il film parli dell’esperienza di sentirsi parte di una minoranza. E questo non significa necessariamente essere omosessuale, nero o una donna in condizione di diseguaglianza sociale: puoi essere un borghese della classe media in una cultura occidentale e tuttavia sentirti in minoranza, isolato. Semplicemente penso che sia un’esperienza e un sentimento di carattere universale. (…) Se dovessi tornare in Iran, dove ho vissuto per venti anni, vedrei tutto comunque attraverso lo sguardo dell’emarginato. E lo stesso mi succede in Svezia o Danimarca. Questa consapevolezza mi ha a lungo rattristito, facendomi pensare che è un grosso handicap non conoscere una cultura dall’interno… ma ora accetto questo come la mia condizione e posso anche trovarci dei vantaggi.» (Il regista Ali Abbasi)

 

«Autore svedese di origine iraniane, Ali Abbasi realizza un film sorprendente e immaginifico che inquieta e insieme meraviglia, incrociando cronaca sociale e atmosfera fantastica. I colpi di scena, tutti di rilievo, non sono mai gratuiti in Border che interroga la nozione di umanità, di animalità e le loro frontiere. Se la natura umana è mostruosa, non ci restano forse che i mostri per farci la lezione proprio come nelle favole gotiche di Guillermo del Toro. » ( mymovies)

 

 

«Il documentario di Barbet Schroeder sul monaco in questione è un documento doloroso, spaventoso e altrettanto importante, in questi tempi di notizie poco accurate, quando non falsificate. Raramente la parabola di un disegno di genocidio è stata registrata con tanta chiarezza e in tempi tanto rapidi (per quanto, è ovvio, le radici affondano nel passato e nel profondo), se non nei libri di storia, alla voce “nazismo”.
Non si tratta di un facile paragone: nella predicazione di Wirathu si contano, come in una lista nera, i punti che non possono mancare nel manuale del perfetto razzista. (…) Mettendo insieme il materiale filmato di propria mano con l’archivio sterminato di immagini oggi a disposizione (i video realizzati con l’iPhone dai protagonisti degli eventi, nel 2012), Barbet Schroeder (di)mostra quanto pronta e repentina possa scattare la scintilla dell’odio, su un terreno coltivato a dovere, anche se questo terreno si trova nella terra della pace e della preghiera per antonomasia. Il suo affresco non è completo (…) ma il film ha la lucidità di far capire che Wirathu non è la causa ma il mezzo di amplificazione di un odio presente e sotterraneo, le cui ragioni superano di gran lunga la retorica religiosa.
Le immagini amatoriali delle brutalità scatenatesi sono spesso insostenibili, ma a provocare lo sconcerto e la riflessione sono anche i momenti in cui Schroeder sposta la camera dall’Asia all’Europa rilevando pericolose corrispondenze.» (mymovies.it)





 

 

 

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