LAND

 

 

DOMENICA 17/03 

► ore 11.15

 

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA

 

MATTINÉE D'ESSAI CON

APERITIVO AL TERMINE

 

 

 

 

Regia: Babak Jalali
Attori: Rod Rondeaux - Raymond Denetclaw, Florence Klein - Sally, Wilma Pelly - Mary Denetclaw, James Coleman - Wesley Denetclaw, Georgina Lightning - Bettie, Antonia Steinberg - Rosie, Andrew J Katers - Peter, Griffin Burns - Eli, Mark Mahoney - Sindaco Robertson, Thomas R. Baker - Sindaco Jacobs, Barnet Rogers - Sam, Michele Melega - Derek, Jake Miller - Mark, Stephanie Harpe - Jane
Sceneggiatura: Babak Jalali
Fotografia: Agnès Godard
Musiche: Jozef van Wissem
Montaggio: Nico Leunen
Scenografia: Dimitri Capuani
Arredamento: Julieta Álvarez
Costumi: Carolina Olcese
Suono: Stefano Grosso, Eddy de Cloe - (fonico)
Aiuto regia: Barbara Melega

 

Nella riserva indiana di Prairie Wolf vive la famiglia dei Denetclaw. Li raggiunge la notizia della morte di Floyd, il figlio minore, morto in combattimento in Afghanistan. Wesley, il più giovane dei figli ancora in vita, è un alcolista. La morte del fratello sembra non riguardarlo in alcun modo. Raymond, il fratello maggiore, è un ex alcolista con una moglie e due figli. Nonostante senta una forte responsabilità verso l’intera famiglia, Raymond si sente troppo impotente e chiuso in se stesso per fare qualcosa per loro. Fino a quando i problemi che hanno colpito i due fratelli lo obbligheranno a reagire e a tornare a essere un uomo.

 

LA STORIA NASCOSTA E DOLOROSA DEI SIOUX (E DEI SUOI GIOVANI) NELL'AMERICA DI OGGI.

 

"Nella riserva indiana di Pine Ridge vive la famiglia degli Yellow Eagle, appartenente alla tribù dei Lakota Sioux. Li raggiunge la notizia della morte di Floyd, il figlio minore, morto in combattimento in Afghanistan e inizia l'attesa del corpo del ragazzo che deve essere riportato a Pine Ridge per la sepoltura. Wesley, il più giovane dei figli ancora vivi, è un alcolizzato. La morte del fratello sembra non aver nulla a che fare con lui, l'unico scopo delle sue giornate è procurarsi della birra. Quando tra le due comunità, i nativi e i bianchi, si raggiunge un livello di massima tensione, scoppia una violenza da cui Wesley è direttamente colpito. Raymond, il fratello maggiore, è un ex-alcolizzato con una moglie e due figli. Nonostante senta una forte responsabilità verso l'intera famiglia, sembra troppo avvilito e chiuso in se stesso per fare qualcosa al riguardo.

Correva l'anno 1968 quando usciva un 45 giri di Don Fardon con una cover di una canzone del 1959 che raggiungeva la hit parade: "Indian Reservation". I suoi primi versi dicevano: "They took the whole Indian nation/Locked us on this reservation. / Took away our native tongue. / And taught their English to our young" ("Si sono presi l'intera nazione Indiana e ci hanno rinchiusi in questa riserva. / Ci hanno portato via la nostra lingua nativa / e hanno insegnato l'inglese ai nostri giovani").

Sembra di sentire risuonare le parole di Don Fardon mentre si assiste al dolorante e doloroso sviluppo di una storia che é densa di tempi morti e di lentezze che non sono però esibizione di cinefilia autoreferenziale. Le lancette dell'orologio si muovono in modo diverso quando lo scorrere delle ore é scandito dal numero di lattine di birra consumate in una terra di nessuno, desolata come quella evocata da Thomas Stearns Eliot. Lo sapevamo già dai western d'epoca che di pellerossa ne uccideva tanto il whisky quanto il Winchester ma vedere questa strategia ancora in atto nel secondo millennio non solo intristisce ma indigna. 

Jalali si premura di ricordarci che finché sono in giovane età e quindi non ancora devastati dall'alcol, i discendenti dei Sioux vengono considerati 'americani' da mandare a morire lontano dalla loro land. Salvo farli ritornare in una bara cercando poi di abbassare l'entità dell'indennizzo dovuto.

 

In proposito é interessante osservare come la sceneggiatura non sia manichea. L'ufficiale che deve comunicare la quasi certa riduzione dell'emolumento a causa dell'incertezza sulle cause della morte di Floyd, si mostra decisamente imbarazzato e partecipe della situazione in cui versano i suoi familiari. Non provano lo stesso sentimento gli yankee che non risparmiano Wesley. Emerge però progressivamente Raymond che ha vissuto il calvario dell'alcolismo, ne è uscito a prezzo di grandi sforzi e ora sembra osservare tutto senza essere coinvolto più da nulla. Ma dietro il suo sguardo e davanti ad una bara qualcosa sta cambiando ed evolverà in una forma che finirà con il restituirgli il senso della parola dignità." ('MYMOVIES')

 

 

 

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