SCUOLA IN MEZZO
AL MARE
 

VENERDI 15/03

► Ore17.00

 
SABATO 16/03

► Ore 17.00


DOMENICA 17/03

► Ore10.00

 

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA

 

MATTINÉE D'ESSAI

CON

APERITIVO AL TERMINE

 

 

Regia: Gaia Russo Frattasi
SCENEGGIATURA: Gaia Russo Frattasi
FOTOGRAFIA: Sabina Bologna
MONTAGGIO: Andrea Di Fede
MUSICA ORIGINALE: Davide Liuni
SUONO: Sonia Portoghese (presa diretta)

 

Il territorio di Stromboli è unico: il vulcano erutta più di venti volte al giorno e gli abitanti lo chiamano rispettosamente “Iddu”, “Lui”. A dispetto della paradisiaca facciata estiva, ogni inverno la comunità ingaggia la sua lotta con il maltempo e gli abitanti sperimentano solitudine ed isolamento. La scuola rimane spesso chiusa. Carolina Barnao ha riunito i genitori nell’ Associazione Scuola in mezzo al mare per fornire risposte ai problemi di discontinuità educativa sull’isola. La comunità si è auto-organizzata con lezioni non convenzionali e tenta di vincere un bando per la didattica a distanza. La posta in palio è lo spopolamento dell’isola stessa.

 

 

«Sono arrivata a Stromboli la prima volta come turista e me ne sono innamorata; nel tempo ho fatto amicizia e condiviso emozioni con gli abitanti. Ad un certo punto incontrai il mercatino di Carolina: vendeva manufatti dei bambini per comprare una parabola internet ed attivare la didattica a distanza. Ho appreso da Olmi la “Postazione per la Memoria”, un metodo di ripresa che mira a restituire la poesia della vita nel suo farsi quotidiano; sono stata assistente di De Seta, che girò a Stromboli di “Isole di fuoco”; ho lavorato con Diritti in Valle Maira e vi ho poi realizzato un documentario su una ragazzina del posto, alle soglie del suo esame di terza media. Ecco perchè questa storia risuonava in me. Ha ancora senso l’istruzione tradizionale, così come la conosciamo, con scuole, banchi e maestri presenti sul posto? È possibile tramandare attraverso l’educazione i valori dell’età classica, ancora vivi nelle piccole comunità, o essi sono inesorabilmente destinati a dissolversi? L’auto-organizzazione delle comunità può supplire alle carenze istituzionali? In palio c’è lo spopolamento di tutti i territori periferici che costituiscono la nostra diversità culturale» (Gaia Russo Frattasi)

 

 

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