LA DONNA ELETTRICA

 

 SABATO 09/03

► Ore 21.30


DOMENICA 10/03

► Ore 18.30

 

VINCITORE LUX PRIZE 2018

 

 

 

Regia: Benedikt Erlingsson
Attori: Halldóra Geirharðsdóttir - Halla / Ása, Jóhann Sigurðarson - Sveinbjörn, Juan Camillo Roman Estrada - Juan Camillo, Jörundur Ragnarsson - Baldvin, Haraldur Stefansson - Gylfi Blöndal, Davíð Þór Jónsson - Pianista/Fisarmonicista, Ómar Guðjónsson - Susafono, Magnús Trygvason Eliasen - Batterista, Iryna Danyleiko - Coro ucraino, Galyna Goncharenko - Coro ucraino, Susanna Karpenko - Coro ucraino, Charlotte Bøving - Signora agenzia adozioni, Björn Thors - Primo ministro, Hilmir Snær Guðnason - Tassista, Jón Jóhannsson - Agricoltore serra, Þorsteinn Guðmundsson - Guardia carcerarie, Helga Braga Jónsdóttir - Guardia carcerarie, Jón Gnarr - Presidente dell'Islanda, Vala Kristín Eiríkssdóttir - Stefanía, Hjörleifur Hjartarsson - Assistente del Primo ministro, Albert Halldórsson - Assistente del Primo ministro, Eiríkur Stephensen - Assistente del Primo ministro, Olena Lavrenyuk - Direttrice dell'orfanotrofio, Margaryta Hilska - Nika
Sceneggiatura: Ólafur Egilsson, Benedikt Erlingsson
Fotografia: Bergsteinn Björgúlfsson
Musiche: Davíð Þór Jónsson
Montaggio: David Alexander Corno
Scenografia: Snorri Freyr Hilmarsson
Costumi: Sylvía Dögg Halldórsdóttir, Maria Kero
Suono: François de Morant, Raphaël Sohier, Vincent Cosson, Aymerick Devoldère

 

 

Halla, è una donna che combatte da sola, con caparbietà e coraggio, contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, gli altipiani islandesi. Ma quando una sua vecchia richiesta d'adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande...

 

PICCOLA ANTICOMMEDIA DELLA CONTEMPORANEITÀ, IN CUI LA RILEVANZA DEL TEMA SI FA STRADA SENZA URLARE, CON TONO LEGGERO E GUSTO VISIVO

 

"Halla è una donna single di circa cinquant'anni che dirige un piccolo coro nella verde ed educata Islanda. La sua esistenza quotidiana e insospettabile nasconde un segreto: Halla è infatti anche l'ecoterrorista a cui il governo e la stampa danno la caccia da mesi, per i ripetuti sabotaggi che ha compiuto contro le multinazionali siderurgiche che stanno attentando alla sua splendida terra. Halla, insomma, non resta in casa a farsi bombardare dalle notizie e dalle immagini catastrofiche che arrivano dalla televisione, esce, agisce e punta in alto, a salvare il mondo. Punta letteralmente in alto, scagliando le sue frecce contro l'industria nazionale per cercare di fare breccia nelle coscienze di politici e conterranei.

È una supereroina, e il suo superproblema è una bambina ucraina, di nome Nika, di cui ancora non sa niente, se non che potrebbe cambiarle la vita, e che la sua sola esistenza comporta una grande responsabilità.

 

Benedikt Erlingsson voleva fare un feel good movie su una minaccia planetaria e c'è riuscito, azzeccando un tono altro, né action né classica commedia, com'è altro il paesaggio geografico e sociale islandese rispetto al resto del globo. Un registro fatto di paradossi, il più visivo dei quali è la corsa della protagonista per nascondersi dal drone nel nulla degli sterminati spazi aperti dell'isola, come dentro una novella esistenzialista o un film di Hitchcock, o ancora il travestimento con la pelle di pecora, che riporta ad una dimensione mitica, di animalità come forza e di antica, vichinga collaborazione tra uomo e natura, oggi costantemente negata. 

Erlingsson scrive e dirige una storia tutta al femminile, nella quale il fisico e l'intensità espressiva di Hallora Geirharðsdóttir sono protagoniste assolute, addirittura raddoppiate dall'espediente narrativo della gemella di Halla, interpretata dalla stessa attrice. Ma la questione femminile è anche interna al racconto, nel richiamo della maternità, nelle metafore del ventre della terra, nel patto che lega le due sorelle e anche nella solitudine dell'impegno della protagonista, che però arriva allo spettatore in forma divertente e sentimentale, tra cellulari nascosti nel freezer, cugini di campagna, automobili dai colori improbabili e accanimento delle istituzioni e del destino contro un povero turista sudamericano.

" ('MYMOVIES')

 

 

 

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