KLIMT & SHIELE
    

VENERDI 11/01 

►ore 


SABATO 12/01 

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DOMENICA 13/01

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 CON LA PARTECIPAZIONE DI ERIC KANDEL - NOBEL PER LA MEDICINA E NEUROSCIENZIATO

 

 

Regia: Michele Mally
Attori: Lorenzo Richelmy, Lily Cole - (letture)
Soggetto: Arianna Marelli
Sceneggiatura: Arianna Marelli

 

 
 

Vienna, 1918, nel cuore della Mitteleuropa, dove un'epoca dorata è ormai al tramonto. Klimt e Schiele. Eros e Psiche si apre infatti nella notte del 31 ottobre quando, nel letto della sua casa, muore Egon Schiele, una delle 20 milioni di vittime dell'influenza spagnola. Schiele si spegne guardando in faccia il male invisibile, come solo lui sa fare: dipingendolo. Ha 28 anni e solo pochi mesi prima il salone principale del palazzo della Secessione si è aperto alle sue opere, 19 oli e 29 disegni, con la celebrazione di una pittura che rappresenta le inquietudini e i desideri dell'uomo. Qualche mese prima è morto anche il suo maestro e amico Gustav Klimt, che dall'inizio del secolo aveva rivoluzionato il sentimento dell'arte, fondando un nuovo gruppo: la Secessione. Oggi i capolavori di questi due artisti attirano visitatori da tutto il mondo, a Vienna come alla Neue Galerie di New York, ma sono anche immagini pop che accompagnano la nostra vita quotidiana su poster, cartoline e calendari. Ora, cent'anni dopo, le opere di questi artisti visionari - tra Jugendstil e espressionismo - tornano protagoniste assolute nella capitale austriaca. Ideato per guidare lo spettatore tra le sale dell'Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches Museum, del Leopold Museum, del Sigmund Freud Museum e del Wien Museum.

 

"Riporta la data "1900" la pubblicazione de "L'interpretazione dei sogni" di Freud, libro terminato l'anno prima, ma che l'autore voleva segnalare come passaggio del nuovo secolo: quella nuova era in cui la psiche umana, finalmente studiata e risvegliata, avrebbe preso il sopravvento sulla storia e sulla società. Questo accade a Vienna, fulcro della cultura europea di quel ventennio. Diciotto anni dopo Egon Schiele e, qualche mese prima, il suo maestro Gustav Klimt, si spengono nella stessa città.

Vienna è una città vivida, ricca e colta. Nei salotti borghesi si riuniscono maestranze, intellettuali, grandi musicisti e artisti di rottura.

Tra questi in Klimt & Schiele. Eros e Psiche si raccontano figure di spicco come Sigmund Freud, teorico inventore della psicanalisi di cui vediamo lo studio oggi divenuto casa-museo, lo scrittore Arthur Schnitzler, il pittore Koloman Moser, l'architetto Otto Wagner o, ancora, compositori come Richard Strauss che, con il suo valzer, era tra i più popolari musicisti del tempo, o Ludwig van Beethoven.

Il film narra, senza posa e con una ricca documentazione e belle immagini, di intrecci di storie di questi personaggi che si svolgono tra corridoi, musei come il Leopold Museum o l'Albertina, case private e strade di Vienna, intersecandosi con ciò che accadeva in Europa, la politica, la guerra e le sue tragiche conseguenze, e con storie di personaggi del tempo meno noti, ma che hanno toccato, in qualche modo, le vite degli altri.

Una narrazione legata da un fil rouge che riprende le redini del discorso, scandendo i passaggi temporali: il racconto in prima persona di Lorenzo Richelmy, che diventa rappresentazione dell'artista tormentato. A cento anni dalla morte di Schiele, Michelle Mally per la regia e Arianna Marelli per la scrittura, firmano questo documentario in cui si seguono diverse storie, personaggi e migliaia di immagini: Klimt e Schiele sono due punti di partenza, una "excusatio" narrativa per fare un punto sulla rivoluzione culturale nel primo ventennio del '900" ('mymovies')

 

 

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