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Regia: Yvan Attal
Attori: Camélia Jordana - Neïla Salah, Daniel Auteuil - Pierre Mazard, Yasin Houicha - Mounir, Nozha Khouadra - La madre di Neïla, Nicolas Vaude - - Grégoire Viviani - Il Presidente dell'Università, Jean-Baptiste Lafarge - Benjamin de Segonzac, Julia Malinbaum - Anissa, Virgil Leclaire - Keufran, Zorah Benali - La nonna di Neïla, Damien Zanoly (Damien Zanoli) - Jean Proutot, Abderahmane Cherif - Il secondo bambino, Fahmi Guerbaa, Guillaume Duhesme - Il conduttore
Soggetto: Victor Saint-Macary - (idea)
Sceneggiatura: Yaël Langmann - (adattamento dialoghi), Bryan Marciano - (collaborazione), Yvan Attal - (adattamento dialoghi), Victor Saint-Macary - (adattamento dialoghi), Noé Debré - (adattamento dialoghi)
Fotografia: Rémy Chevrin
Musiche: Michael Brook
Montaggio: Célia Lafitedupont
Scenografia: Michèle Abbé-Vannier
Costumi: Carine Sarfati
Effetti: Umedia Vfx
Suono: Jean-Pierre André, Thomas Desjonqueres, Jean-Paul Hurier

 

 

«La verità non importa, ciò che importa è avere sempre ragione». È quello che Pierre Mazard, noto professore di un’autorevole università parigina, cercherà di insegnare a Neïla Salah, giovane studentessa della banlieue, nella commedia “Quasi nemici” di Yvan Attal che ha già registrato un grande successo di pubblico in Francia ed è valsa un Premio César come Miglior Promessa Femminile alla sua protagonista ed è stato presentato in anteprima in italia al Biografilm Festival.Interpreti del brillante racconto sono Daniel Auteuil, nei panni del professore della prestigiosa università di Panthéon-Assas, famoso per le sue provocazioni, e Camelia Jordana (attrice e cantante, ormai lanciatissima dopo il successo di “Due sotto il burqa”), in quelli di una studentessa cresciuta nella multietnica periferia parigina, col sogno di diventare avvocatessa. Dopo uno scontro verbale con la ragazza, per evitare le conseguenze il professore accetta di prepararla per una importante gara di eloquenza. Cinico e determinato, Pierre potrebbe diventare la guida di cui Neïla ha bisogno.
In un incessante sfida a colpi di battute, dialoghi taglienti e lontani dall'essere politicamente corretti, i due si troveranno a dover superare i pregiudizi che nutrono l’uno per l'altra, il professore utilizzando la sua conoscenza e il potere della provocazione, e Neïla semplicemente essendo se stessa: luminosa, viva, intelligente.

 

"Camélia Jordana, già attrice nell'acclamata commedia francese del 2017 Due sotto il burqa, ora nelle vesti di una studentessa di giurisprudenza dell'Università di Parigi 2 Neïla Salah, in un'interpretazione che le è valsa il premio César come migliore promessa femminile del cinema francese. Il film è la storia dell'incontro e dell'inaspettato avvicinamento di una ragazza di origine araba proveniente dai sobborghi parigini e Pierre Mazard (Daniel Auteuil), un noto professore dai modi burberi e di estrazione benestante. Lui le insegnerà la nobile arte della retorica, arma con cui lei imparerà a imporsi sia nella sua carriera, che nella vita privata; ma il gesto del professore si rivelerà essere tutt'altro che altruista e tutti i nodi verranno al pettine.

Supportato dalle teorie dei grandi studiosi e intellettuali della storia del pensiero e della filosofia, il professore - ma sarebbe meglio dire: il regista Attal - ci consegna a noi spettatori delle piccole lezioni di retorica, di eloquenza, sul parlare bene e sulla costruzione del consenso.

Non conta solo ciò che si dice ma anche - e certe volte soprattutto - come lo si dice. E perciò tutto si può dire, bisogna solo vedere quali argomentazioni si portano.

Il refrain del film, nocciolo essenziale delle lezioni di retorica del professore è: «La verità non importa, ciò che importa è avere sempre ragione». In questo senso, Mazard intende il dialogo come una colluttazione, uno scontro, un conflitto, in cui uno dei due interlocutori deve avere sempre la meglio. Come spesso succede, proprio quando si ha appreso e interiorizzato la tecnica arriva il momento di trasgredirla. Infatti, il film da un certo punto in poi procede invalidando ciò che prima aveva costruito in un espediente molto classico del racconto al cinema: ribaltando le premesse e mostrandone i punti deboli, le discrasie. Quindi, in maniera intelligente il regista francese non riduce le lezioni di Mazard a delle regoline da seguire pedissequamente, ma le descrive come degli strumenti da saper utilizzare anche in relazione al contesto, conoscendone il funzionamento, i punti di forza e le zone d'ombra o le irriducibili contraddizioni." ('mymovies')

 

 

«È una 'dramedy', come dicono in America. Visti i dialoghi brillanti si potrebbe pensare che sia un film tutto da ridere, ma è anche capace di commuovere e sollevare alcune riflessioni... Sono incapace di fare un film senza elementi di commedia. Mi castrerebbe! Forse un giorno dirigerò un film drammatico, perché la gente mi prenda sul serio. Direi piuttosto che QUASI NEMICI è un film al tempo 7 stesso politico e sociale, ma anche leggero e brillante, basato su un personaggio, una francese di origine algerina, vittima del modo in cui oggi le persone sono confinate in categorie o intrappolate dai pregiudizi, ma vittima anche di se stessa e del suo ambiente... In realtà mi sento molto legato a questa storia: in qualche modo rispecchia il mio percorso personale.» (Il regista Yvan Attal)

 

 

 

 

 

 

 

 

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