PRIMA VISIONE ESCLUSIVA

GIOVEDI 22/11
► ore 20.30

VENERDI 23/11
► ore 20.00

SABATO 24/11
► ore 16.30

DOMENICA 25/11
► ore 15.00

SEZIONE FEMMINILE

PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA

GIOVEDI 22/11
► ore 19.00

VENERDI 23/11
► ore 21.30

SABATO 24/11
► * ore 18.00
*ALLA PRESENZA DEL REGISTA WOLFGANG FISHER

DOMENICA 25/11
► ore 20.00

VO Inglese e Tedesco sottotitolato in Italiano

STYX

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA

VENERDI 23/11
► 15.00

SABATO 24/11
► ore 20.00

DOMENICA 18/11
► ore 21.30

VO ISRAELIANO DOPPIATO
IN ITALIANO

NON DIMENTICARMI

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA

VENERDI 23/11
► 18.15

SABATO 24/11
► ore 21.30

DOMENICA 25/11
► ore 16.30

PAULINA

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA

VENERDI 23/11
► ore 16.30

DOMENICA 25/11
► ore 18.15

MENOCCHIO

previous arrow
next arrow
Slider
LA BELLA E LE BESTIE

 

VENERDI 14/9 
► ORE 18.00

 

SABATO 15/9 
► ORE 18.15

 

DOMENICA 16/9
► ORE 16.00
► ORE 21.30

 

 

 

Regia: Kaouther Ben Hania
Attori: Mariam Al Ferjani, Ghanem Zrelli, Noomane Hamda, Mohamed Akkari, Chedly Arfaoui, Anissa Daoud, Mourad Gharsalli
Sceneggiatura: Kaouther Ben Hania
Fotografia: Johan Holmquist, Nestor Salazar - (operatore steadycam)
Musiche: Amine Bouhafa
Montaggio: Nadia Ben Rachid
Scenografia: Moncef Hakouna
Costumi: Nedra Gribaa
Suono: Moez Cheikh, Raphaël Sohier, Florent Denizot, Thierry Delor

 

 

Durante una festa studentesca, Mariam, una giovane donna tunisina, incontra il misterioso Youssef ed esce con lui.
Inizia una lunga notte, durante la quale dovrà combattere per i suoi diritti e la sua dignità. Ma come può avere giustizia quando si trova dallo stesso lato dei suoi aggressori?

 

"Cosa significa credere nella democrazia in un paese minacciato e debilitato da feroci tumulti interni e dalla violenza del dirompente terrorismo jihadista? Attraverso una storia che ne vale e narra altre mille, prova a spiegarlo (forse anche a se stessa) Ben Hania, strutturando la narrazione de La bella e le bestie in nove piani sequenza girati completamente in interni, con l’eccezione di pochissime micro-sequenze. Non solo la scelta risulta particolarmente accattivante da un punto di vista estetico, ma anche estremamente funzionale: il dramma portato in scena ne guadagna in solidità, asciuttezza, ma soprattutto nel peso che le vicende di Mariam improvvisamente assumono, grazie a una serie di movimenti di macchina snelli e sottilmente ingegnosi che scortano tutti i personaggi verso l’epilogo, senza rubare la scena ai veri protagonisti.

Se Mariam ne è già consapevole, il variegato cosmo che progressivamente si schiude agli occhi dello spettatore trova respiro man mano che si prosegue con la narrazione: a partire dal tragico evento che incrina la stabilità psicologica ed emotiva della protagonista, fulcro dal quale si dipanano le vicende, la regista svela un’allarmante realtà composta da un certo numero di individui; tutti, a proprio modo, plasmati dall’autorità bieca di istituzioni favoreggiatrici e meschine, quando non dal timore per la stessa. Al di là dell’impatto di un episodio traumatico che nessuno potrà mai estinguere, Mariam si ritroverà a fare i conti con l’inquietante lucidità, la consapevolezza e le manifeste estorsioni di criminali e coimputati che si spalleggiano sotto la custodia di un governo corrotto e menomato.

Nemmeno il nucleo famigliare ne esce vivo o pulito: in più di un momento, la regista focalizza il proprio sguardo sull’importanza dell’istruzione e dell’influenza genitoriale, soprattutto quando nociva ed essa stessa minata dagli inflessibili criteri convenzionalisti che i portavoce della giustizia dettano, scavalcando le persone fisiche. Limpido e politico, La bella e le bestie giunge più puntuale che mai a far da riflessione su un più grande problema che, tramite costumi diversi, attanaglia il mondo occidentale in maniera piuttosto simile e che potrebbe anche non riguardare le sole donne: la strumentalizzazione della paura, mediante il trauma del singolo, come invincibile arma di controllo e fonte di potere inesauribile." ('Cinematographe')

 

"La bella e le bestie di Kaouther Ben Hania è un affresco della Tunisia contemporanea, un film denuncia sulle condizioni della donna in un paese musulmano dove il processo di implementazione democratica, con la sua scorta di diritti e garanzie, è fermo su un’interpretazione antiquata e la libertà diventa una concessione ad personam.

Se la fede è soltanto un pretesto, il precipitato di soprusi, molestie, minacce, violenze, intimidazioni fisiche e psicologiche trovano spazio dentro uno stato laico ancora immaturo. Nei nove lunghissimi piani sequenza che compongono il film prende corpo un bisogno di deresponsabilizzarsi, negare, camuffare l’evidenza dietro la ricerca di una giustificazione di natura morale per brandire la spada del pregiudizio e dell’ignoranza. E da questa presa di distanza collettiva, in nome del bene supremo, nelle mani di funzionari sadici, rimbalzati da un posto all’altro, cresce un senso di smarrimento, di sfiducia ed abbandono. Una trama minimale, limpida, che punta alla sottrazione dei margini di sicurezza, a spandere destabilizzazione e sfiducia, nella vittima come nello spettatore, perfetta per raccontare le storture di una legge invocata per assicurarsi l’impunità o continuare ad esercitare un potere dal pugno duro.

Tratto libro di Meriem Ben Mohamed, Coupable d’avoir été violée, a sua volta ispirato ad una storia vera, il film, proprio per la decisione di adoperare blocchi di piani sequenza, ha spinto la regista ad affidarsi ad attori con esperienza teatrale, abituati a rimanere in scena e dunque maggiormente a loro agio per tempi di ripresa dilatati (....) Il calvario di Meriem tra ospedali, cliniche, questura e distretti ha le sembianze di una lenta agonia, la stessa dove sembra ristagnare un paese ricacciato dalle stesse paure di un tempo, in primis quella di una vera emancipazione femminile in ogni ambito sociale e lavorativo (ma anche nella semplice, mai scontata, libertà dei costumi), che lo condanna a fare i conti con dei dilemmi mai veramente affrontati e risolti." ('sentieri selvaggi')

 

"La bella e le bestie narra l'odissea di una ragazza che deve denunciare una violenza sessuale in un Paese che, all'indomani della caduta della dittatura di Ben Ali ma anche della Primavera araba, vorrebbe dirsi liberato, e in realtà conserva una mentalità autoritaria e maschilista appoggiata tanto dalla religione quanto da una burocrazia disegnata per opprimere.

La 40enne Kaouther Ben Hania, alla sua seconda regia di lungometraggio, scrive e dirige (insieme all'anziano sceneggiatore Khaled Walid Barsaoui) una storia ispirata ad un evento realmente accaduto, raccontato nel romanzo "Colpevole di essere stata violentata" che porta la doppia firma di Meriem Ben Mohamed (la vittima) ed Ava Djamshidi. Ben Hania si circonda di molte donne, come la montatrice Nadia Ben Rachid, per calare lo spettatore in un incubo specificatamente femminile, ma non commette l'errore di escludere il pubblico maschile perché mostra, attraverso il personaggio di Yussef, come anche i giovani uomini siano vittime del sistema arcaico nordafricano.

All'interno delle istituzioni, l'autrice delinea figure tanto maschili quanto femminili che oscillano fra l'empatia istintiva verso una ragazza in evidente difficoltà e l'obbedienza alle regole o alla mentalità retrograda dominante. Ciò che colpisce è soprattutto l'apparente casualità random con cui i suoi alleati si trasformano in nemici, e viceversa. E la vicenda di Miriam, pur con i dovuti distinguo, è riconoscibile anche in un Occidente che continua a biasimare le vittime e trasforma la denuncia di una violenza (o molestia) in una via crucis lungo la quale una donna si trova costretta a difendersi dalle accuse di complicità o provocazione.

E proprio come una via crucis Ben Hania struttura visivamente il suo film che è diviso in 9 piani sequenza, ognuno dei quali è una stazione del pellegrinaggio di Miriam fra ospedali e questure, ma anche un percorso di graduale consapevolezza che porta la ragazza a confrontarsi con la propria capacità di resistenza. "I nostri diritti vanno afferrati a piene mani: altrimenti a cosa è servita la rivoluzione?" le ricorda Yussef, e Miriam, che viene dalla provincia e quella rivoluzione l'ha vista solo da lontano, si ritrova a difenderne le fragili conquiste.

La bella e le bestie ci illustra una Tunisia contemporanea dove Internet rimane il migliore mezzo di comunicazione (e di tutela) per i giovani, dove i telefonini servono per farsi i selfie ma anche per permettere ai padri conservatori di tenere d'occhio gli spostamenti delle figlie, dove gli ospedali pubblici suggeriscono ad una ragazza vittima di violenza di assumere la "pillola del giorno dopo" per "evitare altri guai" ma si rifiutano di sottoporla ad una visita medica senza una richiesta da parte della polizia.

La regia è vitale e profondamente disturbante nella descrizione claustrofobica di ambienti squallidi e situazioni opprimenti di cui la struttura filmica del piano sequenza riproduce visivamente l'assenza di vie di fuga. Ben Hania, che ha studiato sceneggiatura a La Fémis di Parigi e ha conseguito un master in cinema alla Sorbona, crea una trama ben strutturata e inserisce piccole e grandi svolte inaspettate.

In ogni caso il punto di vista femminile, incarnato in modo convincente dalla giovane attrice Mariam Al Ferjani, è mostrato come solo un'autrice poteva fare: Ben Hania ci fa provare sulla nostra pelle il senso di vulnerabilità fisica e di esposizione (memorabile la scena del ginecologo) che ogni donna ha provato almeno una volta nella vita, senza bisogno di essere cresciuta nella Tunisia fondamentalista e repressiva. La bella e le bestie è tanto una storia di resilienza politica quanto di empowerment femminile: quello che può trasformare uno chador in un mantello da supereroina" ('mymovies')

 

 

  

 

 

  

 

 

ArrowArrow
Play

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


STYX


GIOVEDI 22/11 ► ore 19.00
VENERDI 23/11 ► ore 21.30
SABATO 24/11 ► ore 18.00
PROIEZIONE SPECIALE ALLA PRESENZA DEL REGISTA WOLFGANG FISHER
DOMENICA 25/11 ► ore 20.00

VO Inglese e Tedesco sottotitolato in Italiano

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


STYX


GIOVEDI 22/11 ► ore 19.00
VENERDI 23/11 ► ore 21.30
SABATO 24/11 ► ore 18.00
PROIEZIONE SPECIALE ALLA PRESENZA DEL REGISTA WOLFGANG FISHER
DOMENICA 25/11 ► ore 20.00

VO Inglese e Tedesco sottotitolato in Italiano

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


STYX


GIOVEDI 22/11 ► ore 19.00
VENERDI 23/11 ► ore 21.30
SABATO 24/11 ► ore 18.00
PROIEZIONE SPECIALE ALLA PRESENZA DEL REGISTA WOLFGANG FISHER
DOMENICA 25/11 ► ore 20.00

VO Inglese e Tedesco sottotitolato in Italiano

Immagine non disponibile
Play

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


NON DIMENTICARMI


VENERDI 23/11 ► ore 15.00
SABATO 24/11 ► ore 20.00
DOMENICA 25/11 ► ore 21.30

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


NON DIMENTICARMI


VENERDI 23/11 ► ore 15.00
SABATO 24/11 ► ore 20.00
DOMENICA 25/11 ► ore 21.30

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


NON DIMENTICARMI


VENERDI 23/11 ► ore 15.00
SABATO 24/11 ► ore 20.00
DOMENICA 25/11 ► ore 21.30

Immagine non disponibile
Play

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


PAULINA


VENERDI 23/11 ► ore 18.15
SABATO 24/11 ► ore 21.30
DOMENICA 25/11 ► ore 16.30

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


PAULINA


VENERDI 23/11 ► ore 18.15
SABATO 24/11 ► ore 21.30
DOMENICA 25/11 ► ore 16.30

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


PAULINA


VENERDI 23/11 ► ore 18.15
SABATO 24/11 ► ore 21.30
DOMENICA 25/11 ► ore 16.30

Immagine non disponibile
Play

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


MENOCCHIO
VENERDI 23/11 ► ore 16.30
DOMENICA 25/11 ► ore 18.155

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


MENOCCHIO
VENERDI 23/11 ► ore 16.30
DOMENICA 25/11 ► ore 18.155

PRIMA VISIONE ESCLUSIVA


MENOCCHIO
VENERDI 23/11 ► ore 16.30
DOMENICA 25/11 ► ore 18.155

Immagine non disponibile
previous arrow
next arrow
Slider
Immagine non disponibile

IL TEATRO DI
IMPROVVISAZIONE

AL CINEMA TEATRO ORIONE

previous arrow
next arrow

 

 

PARTNERS