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LA VERA STORIA DI OLLI MAKI

 

VENERDI 14/9 
► ORE 16.30

 

 

Vincitore del Premio Un Certain Regard Cannes 2016
European Film Awards per la miglior rivelazione (Firepesci)

 

Regia: Juho Kuosmanen
Attori: Jarkko Lahti, Oona Airola, Eero Milonoff, Joanna Haartti, Esko Barquero, Elma Milonoff

Leimu Leisti, Hilma Milonoff, Olli Rahkonen, Joonas Saartamo

Henrik Palosaari, Sam-Peter Hirvikangas, Antti Naakka, Niklas Hyvärinen
Sceneggiatura: Mikko Myllylahti, Juho Kuosmanen
Fotografia: J-P Passi
Montaggio: Jussi Rautaniemi
Scenografia: Kari Kankaanpää
Costumi: Sari Suominen

 

 

Nell’estate del 1962 il puglie finlandese Olli Mäki viene ingaggiato per sfidare l’americano Davey Moore, campione mondiale dei pesi piuma. Un’occasione unica, che gli permetterebbe di raggiungere la fama e la ricchezza. Per prima cosa, Olli deve lasciare la cittadina di campagna dove vive per trasferirsi a Helsinki; poi deve assolutamente perdere peso. Il suo manager ha preparato un piano d’allenamenti serratissimo, mentre il mondo della grande città ha accolto Olli come se fosse un eroe nazionale. Sarebbe tutto perfetto... se il giovane pugile non si fosse innamorato della bella Raija…

 

 

Al suo esordio alla regia Juho Kuosmanen pare voler ribadire la distanza che divide le matrici del suo cinema con quelle di un certo tipo di intrattenimento americano: trasforma così l'incontro di pugilato tra i due sportivi nella messa in scena dell'eterna lotta tra eroe e anti-eroe. E con questo film si schiera ovviamente dalla parte del secondo, riducendo il suo protagonista ad un personaggio molto più simile a quei perdenti cinici già visti nella filmografia di Aki Kaurismaki (punto di riferimento esplicito per il regista), piuttosto che a quelli interpretati da Sylvester Stallone. Le scene di preparazione all'incontro diventano quindi funzionali esclusivamente a far emergere il lato più ironico e sarcastico della tradizione nordica che sembra voler giocare con tutta la cultura cinematografica del mito sportivo e alla fine distruggerla. Dall'uso del bianco e nero, alla rappresentazione ai limiti del ridicolo del manager sognatore del pugile, tutto è una grande parodia che trova i suoi momenti di

serietà solo quando si allontana dal ring: in quegli attimi in cui Olli riacquisisce i valori della semplicità e la consapevolezza che l'ambizione non sia una componente che appartiene alla sua persona. Di conseguenza, il classico ritmo a tempo di musica degli allenamenti forsennati e l'epicità dell'azione made in USA lascia spazio ai silenzi e alle frasi fuori luogo del felice perdente che non vede l'ora di tornare tra i boschi con la sua amata, che di certo non è l'Adriana di 'Rocky', è anzi l'esatto opposto della donna che desidera la straordinarietà del proprio partner. La leggerezza e l'umiltà con cui viene proposta questa parabola anti-intrattenimento e contro spettacolarizzazione fa del film un'opera prima originale e divertente nel suo essere dissacratoria, senza avere l'ambizione (come il suo protagonista) di voler essere ricordata negli annali del cinema.('mymovies')

 

 

  

 

 

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